Fotografo naturalista

"ecomuseo di argenta"

Sergio Stignani     sstigno@libero.it     Tel. 339 3743507

L'Ecomuseo di Argenta si trova al centro del triangolo tra Ferrara, Bologna e Ravenna, nel  PARCO DEL DELTA DEL PO. Racconta l'ambiente, la storia e la cultura del territorio e della sua gente, in un suggestivo percorso attraverso tre stazioni museali e una sezione naturalistica ( MUSEO delle VALLI, MUSEO della BONIFICA, MUSEO CIVICO e l'OASI di VALCAMPOTTO ) . Esprime il carattere del territorio e delle comunità locali, nel prendersi cura di questo straordinario patrimonio.

 

MUSEO DELLA BONIFICA

 

 

IL CONSORZIO della BONIFICA RENANA ha origine nel 1909 per riscattare dalle paludi i territori della bassa bolognese. L’impianto idrovora del Saiarino è stato inaugurato da Re Vittorio Emanuele III nel 1925, parte integrante del consorzio di bonifica, è stato realizzato per il sollevamento meccanico delle acque, nelle zone maggiormente depressa del basso bolognese alla destra del fiume Reno. Il territorio giace a m. 4.00 sul livello del mare, l’idrovora ha il compito di innalzare il livello delle acque basse fino al raggiungimento delle quota del Fiume Reno nei momenti di piena. Nel caso in cui il fiume superi la quota massima di m. 9,50 s.l.m le acque vengono dirottate nelle casse d’ espansione, le Valli di Argenta e Campotto. Oggi l’impianto idrovoro del Saiarino, è divenuto Museo di Archeologia Industriale, pur mantenendo la sua funzionalità ed integrità per la salvaguardia del territorio. L’apertura al pubblico è gestita dalla Cooperativa studi e servizi ambientali Atlantide. Il Museo Della Bonifica è aperto tutti i giorni dalle 09,00 alle 13,00 Per informazioni telefonare al: Museo delle Valli di Argenta Tel. 0532 808058

IMPIANTO IDROVORA DI SAIATINO 


LA CENTRALE TERMOELETTRICA DI SAIARINO 

 

 

La Centrale Elettrica del Saiarino è il cuore del sistema, qui viene trasformata l’energia elettrica di linea, ed eventualmente, in caso di blackout poteva essere prodotta grazie alla centrale termoelettrica, oggi gli impianti delle idrovore di Saiarino e Vallesanta in caso di necessità possono usufruire dei gruppi elettrogeni. 

Un tempo la fornitura di 50.000 V veniva trasformata in 5.200 V per far funzionare l’Impianto Idrovoro, oggi la fornitura di 15.000 V viene ridotta a 5.200 V . E’ quindi possibile vedere e paragonare la tecnologia dei primi del 900 con quella attuale.

La centrale è attiva ed il percorso per i visitatori è limitato da barriere trasparenti, gli allestimenti didattici forniscono informazioni e spiegazioni riguardo il funzionamento delle apparecchiature, inoltre un tecnico del Consorzio della Bonifica Renana  accompagnerà lungo tutto il percorso i visitatori.

Storia e tecnologia si intrecciano lungo il percorso, dalla dura vita degli” scariolanti” alla grande impresa dettata dall’ingegner Pasini, che realizzò il progetto di bonifica nel 1914, dai grandi interruttori per i 50.000 V alle grandi caldaie per la produzione di vapore che davano movimento all’alternatore per l’autonomia elettrica dell’Impianto Idrovoro di Saiarino e Vallesanta.

Ultima sala, il teatro delle stagioni dove viene mostrato il filmato dal titolo:   “UNA STORIA DI UOMINI E ACQUE”

Per un maggiore approfondimento.  www.bonificarenana.it

 

 MUSEO DELLE VALLI DI ARGENTA

 

Il Museo delle Valli d'Argenta è la porta d’accesso verso le Valli, è un museo storico naturalistico che descrive attraverso immagini, oggetti e modelli la storia, la cultura, le tradizioni e la natura di questo territorio.

La sede del Museo è il Casino di Campotto è uno splendido edificio del ‘700 adibito a scopi agricoli e successivamente a casa di caccia,recuperato in modo da mantenerne l’aspetto originale, oggi il Museo è stato completamente rinnovato e inaugurato nel 2007, rispettando le finalità di divulgazione scientifica e storica.

 

 L'OASI DI VAL CAMPOTTO

 

Il Museo delle Valli d'Argenta è la porta d’accesso verso le Valli, è un museo storico naturalistico che descrive attraverso immagini, oggetti e modelli la storia, la cultura, le tradizioni e la natura di questo territorio.

 

 

 

La sede del Museo è il Casino di Campotto è uno splendido edificio del ‘700 adibito a scopi agricoli e successivamente a casa di caccia,recuperato in modo da mantenerne l’aspetto originale, oggi il Museo è stato completamente rinnovato e inaugurato nel 2007, rispettando le finalità di divulgazione scientifica e storica.

Il Museo offre al piano terra, una panoramica sulla storia del territorio, sulle bonifiche e sulla vita in valle, con un approfondimento sul lavoro delle erbe palustri.

Al primo piano si trova la sezione dedicata all’ambiente naturale con un approfondimento sulle zone umide e sui 4 ambienti dell’Oasi: laminato, canneto, prato umido e bosco, senza dimenticare un accenno alle attività di conservazione  e tutela di ambienti delicati come questi.


Conclude la visita un filmato nella sala multisensoriale che offre al visitatore una immersione nella natura del parco con una suggestione di immagini dell’oasi nelle 4 stagioni, accompagnate da una splendida colonna sonora e da effetti speciali che rendono più vera la proiezione.


IL MUSEO CIVICO

Il Museo Civico di Argenta trova la sua sede all’interno della chiesa di San Domenico.

L’edificio è un bell’esempio di architettura quattrocentesca con mattoni a vista ispirata a modelli rossettiani e conserva ancora oggi il bel campanile con guglia in mattonelle di terracotta policroma.

La chiesa era di proprietà della Confraternita dei Battuti Bianchi che nel 1495 la dona ai frati domenicani che si sono appena insediati in città.

L’interno dell’edificio è a navata unica, affiancata da sei nicchie sopraelevate su ogni lato, che anticamente erano dotate ciascuna di un altare, di affreschi e decorazioni a stucco che purtroppo sono andati perduti a causa dello stato di abbandono in cui l’edificio si è trovato più volte nel corso della sua storia.

Nel 1973 il Comune di Argenta stipula una convenzione con la Curia Arcivescovile di Ravenna per poter adibire la struttura ad uso pubblico, con l’intento di raccogliere tutte quelle opere pittoriche che si sono salvate dal bombardamento dell’aprile 1945 e renderle accessibili al pubblico.

Oggi all’interno del Museo Civico è possibile ammirare, oltre alla sezione pittorica, scultorea e lapidea, anche l’intera raccolta, suddivisa per sezioni, di tutti i reperti archeologici che sono stati rinvenuti nella zona limitrofa alla Pieve di San Giorgio e nei numerosi saggi di scavo effettuati dalla fine degli anni ottanta in varie zone del centro cittadino.

Il visitatore si trova quindi di fronte ad una vasta gamma di fonti, iconografiche e materiali, che mantengono vivo il sottile legame che collega Argenta al suo passato ricco di storia che sembrava quasi irrimediabilmente perduto. 

 


Per informazioni:  0532 808058       Museo delle Valli di Argenta.    www.vallidiargenta.org  

Oppure telefonatemi: Sergio Stignani   339 3743507   sstigno@libero.it